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Rivoluzioni e barricate: il Barolo in un film

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Barolo di Bartolo Mascarello Barolo di Bartolo Mascarello

Pubblichiamo il bell'articolo di Gabriele Rosso, food&wine writer del Blog Noodies, sul film di Paolo Casalis e Tiziano Gaia. I due registi hanno presentano il film "Barolo Boys – Storia di una rivoluzione", in uscita ad aprile 2014. Un viaggio alla scoperta di uno dei periodi più critici (e stimolanti) nella storia del vino italiano.


Ci sono date che anche i più duri e restii ad assorbire le informazioni inserite nei libri di storia riescono a memorizzare. Il 1789 e la Rivoluzione Francese, solo per fare un esempio. Allo stesso modo, c’è una data che neanche i più distratti tra i winelovers contemporanei possono relegare nel dimenticatoio e cancellare con un bel sorso di Barolo.

La data è il 1986, anno in cui improvvisamente scoppiò lo scandalo del vino al metanolo, che provocò l’avvelenamento e l’intossicazione di decine di persone, con addirittura 23 morti (ne parla qui Stefano Bonilli). Nel lungo corso della storia del vino italiano, non possiamo fare altro che interpretare quell’episodio come un vero e proprio spartiacque, che ha inferto un colpo durissimo al vecchio pensiero enologico nostrano, che si curava prevalentemente della quantità a scapito della qualità. 

Non è quindi un caso che Paolo Casalis (già regista e autore del bellissimo “Langhe DOC. Storie di eretici nell’Italia dei capannoni”) e Tiziano Gaia siano partiti da qui per realizzare il loro docu-film “Barolo Boys – Storia di una rivoluzione”, che racconterà l’ascesa internazionale del mondo barolistico proprio a partire da quel momento, e la cui uscita è prevista per aprile 2014.

Gli autori ne hanno parlato durante l’edizione 2013 di Cheese, in una breve presentazione presso il Caffè Letterario che ha visto anche l’intervento di Gigi Garanzini, giornalista e produttore a Monforte, di Giancarlo Gariglio, curatore della guida Slowine, e la proiezione di alcuni spezzoni della pellicola.

Gigi Garanzini e Paolo Casalis

La storia raccontata dai due autori affronterà di petto una delle diatribe più sanguinose mai viste in terra di Langa, vale a dire quella tra tradizionalisti emodernisti del Barolo. Una diatriba che sembrava ormai sepolta, ma che indubbiamente continua a offrire innumerevoli spunti di riflessione (ben documentata qui da Franco Ziliani).

Tiziano Gaia e Giancarlo Gariglio

Al di là di quelli che possono essere i gusti e le opinioni personali (per onestà intellettuale ammetto di amare maggiormente i Barolo più tradizionali), due considerazioni mi sembrano incontestabili:

        1. il dibattito, che è diventato diatriba e in alcuni casi vero e proprio scontro, ha portato vivacità e fervore in un mondo prima di allora chiuso e autoreferenziale, oltre che in profonda crisi post-1986 (e non solo);

        2. l’operazione dei modernisti, che sia criticabile o meno, ha senza dubbio obbligato tutta la Langa, e l’universo barolistico in particolare, a confrontarsi con il tema dell’innovazione, tanto che si può ragionevolmente sostenere che se oggi il Barolo si trova nell’Olimpo della produzione enologica mondiale, è anche perché ha saputo difendere la sua identità e al tempo stesso stare al passo con i tempi.

Se oggi la frattura si è – in buona parte – ricomposta, ciò è dovuto principalmente al riconoscimento comune di quest’ultimo punto. Non c’è dubbio che, perlomeno sull’uso dei legni, sopravvivano divisioni anche abbastanza significative. Ma il tempo delle barricate (per citare l’indimenticato Bartolo Mascarello) sembra ormai essere alle spalle.

A questo punto non ci resta che attendere l’uscita del film (qui il sito). All’interno della pellicola, oltre ai già citati Barolo Boys, ci sarà spazio anche per i Rinaldi (Beppe e Marta), gli Accomasso, i Mascarello, in un dialogo e confronto ideale (tra modernisti etradizionalisti) che si preannuncia stimolante. E se, come crediamo, il risultato sarà un affresco del viaggio intrapreso dalla Langa nell’ultimo scorcio del secolo scorso e della sua conseguente trasformazione economica, culturale e sociale, l’operazione di Paolo Casalis e Tiziano Gaia non potrà che arricchire ulteriormente la narrazione della storia di questa terra.

P.S.: Altri post sul web che parlano della prossima uscita del film: Cristina Fracchia (Soul&Food) e Millevigne

Gabriele Rosso - Noodies.it

Ospitiamo con immenso piacere l'articolo di Gabriele Rosso, food&wine writer e blogger di NOODIESChi è Gabriele Rosso? Cuneese, classe 1979, Ph.D. in "Studi Politici" (UNITO), con una grave malattia fin dalla nascita: la passione per il Toro. Scopre l'interesse per il vino buttando lo sguardo verso le Langhe. Da lì al cibo il passo è breve. Quando si distrae mangia in maniera compulsiva. Non ha praticamente alcun "tabù" alimentare. Si occupa di comunicazione nel mondo del Food&Wine.

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