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Ritorno al futuro… con la nascetta!

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Il ritorno di un vitigno dimenticato (la nascetta), potenzialmente il futuro re dei bianchi di Langa. Due parole con il "precursore" e una cena tra amici.

 La cantina di Elvio Cogno

In principio fu Elvio Cogno. Nel senso che se volessimo risalire alle origini della riscoperta della nascetta, vitigno a bacca bianca delle Langhe albesi oggi in rapida “espansione”, dovremmo suonare alla porta di Valter Fissore e Nadia Cogno, in quel di Novello. È da qui che la storia di questo vino ha ricominciato a scorrere nell’ormai lontano (ma neanche troppo) 1994. Ed è da qui che dovrebbe partire ogni discorso sulla nascetta. Per poi finire, come abbiamo fatto qualche sera fa presso il ristorante torinese La Tana del Re, con un’intrigante degustazione alla cieca delle bottiglie di sette produttori, dei cui risultati vi renderemo partecipi. 

Valter Fissore

Iniziamo riavvolgendo il nastro: con Valter e Nadia abbiamo ricostruito itormentati passaggi che hanno portato la nascetta da perfetta sconosciuta a piccolo ma importante “fenomeno bianco” del momento in Langa. La zona, come è risaputo, è arci-nota in quanto patria di uno dei rossi più apprezzati al mondo: ilnebbiolo nelle sue diverse declinazioni. Senonché poco meno di 20 anni fa dall’azienda Elvio Cogno si aprì una breccia: Valter assaggiò presso un contadino del posto alcune annate di nascetta, rimanendone folgorato. Ebbe così inizio per lui ildifficile percorso che ci porta fino ai giorni nostri, tra battaglie burocratiche e distanza e freddezza delle istituzioni locali: “non si è capito forse che io non volevo fare un vino aziendale, bensì un vino del territorio, che potesse portare benefici a tutta la zona”, ci dice infatti accalorandosi durante la chiacchierata.

 Vista su Serralunga d'Alba dalla cantina Rivetto

Dopo la consacrazione dell’azienda novellese Le Strette come seconda arrivata sul pianeta-nascetta (del 1999 le prime bottiglie), negli ultimi tre-quattro anni ilfenomeno è letteralmente esploso: anche se oggi i produttori sono poco più di venti, la sua fama crescente (qui ne ha parlato Andrea Scanzi) e i considerevoli risultati ottenuti lasciano ben sperare. Tanto che non è azzardato parlarne come delpotenziale futuro re dei bianchi albesi. Si tratta di un vitigno difficile, che richiede moltissima cura e attenzione in vigna, che è incostante nelle rese, che tende a botritizzare e che forse proprio per questi motivi fu messo da parte. Tuttavia, allo stesso tempo, dai suoi acini si può ottenere un vino dalla grande complessità e finezza aromatica in grado – cosa molto importante e su cui tutti i produttori coinvolti concordano – di invecchiare bene ed esprimersi al meglio a distanza di anni (qui le impressioni di Franco Ziliani su quella di Elvio Cogno, annata 2006 assaggiata 6 anni dopo!).

E infine arriviamo alla degustazione alla cieca, da cui è stata esclusa – purtroppo – la nascetta di Vietto, in quanto già in carta presso il ristorante e quindi potenzialmente riconoscibile da alcuni dei commensali. Elvio Cogno, Le Strette,Cascina AdelaideReverditoGiuseppe EllenaRivettoEttore Germano: sono stati loro i protagonisti della serata, accompagnati dai piatti dell’ottima cucina campana (leggere qui per credere) della Tana del Re (da provare!) e dalle libereriflessioni dei convenuti, un piccolo gruppo di amici e conoscenti più o meno esperti (dal sommellier AIS al semplice appassionato, per intenderci). L’obiettivo? Cercare di capire quale fosse, al di là delle preferenze di ognuno sul singolo bicchiere, il livello medio raggiunto dalle nascette in degustazione. Motivo per cui nessuno, a parte il sottoscritto e il padrone di casa Matteo Salvetti, era a conoscenza dell’identità e/o della provenienza del vino in questione: al buio che più al buio non si può!

 Le bottiglie ormai vuote

Ora, non spetta a noi fare classifiche, cosa di cui non avvertiamo il bisogno in questo contesto. Tre sono comunque le considerazioni che sono emerse e che hanno trovato d’accordo pressoché tutti i presenti:

1) è risultato difficile individuare, senza avere indizi, la zona di provenienza del vino. Alcuni hanno pensato che potesse essere del Nord-Est o, tuttalpiù, della Campania. Un amico ha però saggiamente dichiarato: “non saprei dire da dove viene, ma vorrei che fosse piemontese”;

2) il livello medio dei vini proposti è stato ritenuto alto, tanto più se si consideravano i 4-5 indicati come migliori. Ne sono state apprezzate sia lacomplessità che la piacevolezza, pur con sfumature diverse, a conferma di quanto possa essere interessante e quali potenzialità esprima già oggi la nascetta;

3) pochissime le delusioni (una, ma potrebbe anche essere stata la bottiglia “sbagliata”), molti gli apprezzamenti. Nel computo finale due interpretazioni hanno svettato sulle altre e meritano pertanto un cenno: si tratta della nascetta di Elvio Cogno e di quella di Rivetto.

 Uno scorcio della vigna di Nascetta dell'azienda Rivetto

In conclusione… La domanda che ci siamo posti fin dall’inizio, più o meno consapevolmente, è: può davvero la nascetta diventare il re dei bianchi di Langa? La risposta sembrerebbe poter essere affermativa. Ovviamente, Elvio Cogno e Le Strette a parte, siamo all’anno zero. Motivo in più per tenere d’occhio il panorama e ripetere gli assaggi di vendemmia in vendemmia. Cosa che, vi assicuriamo, non mancheremo di fare!

Elenco dei vini in degustazione:

Elvio Cogno, Langhe “Anas-cëtta” di Novello 2012

Le Strette, Langhe ”Nas-cëtta” del Comune di Novello 2012

Cascina Adelaide, Langhe Nascetta del Comune di Novello “Bricco Le Pernici” 2011

Reverdito - Langhe Nascetta 2012

Giuseppe Ellena – Langhe Nascetta 2012

Rivetto - Langhe Nascetta 2012

Ettore Germano – Langhe Nascetta 2011 (ne avevamo già parlato qui)

Last modified onMonday, 11 November 2013 16:16
Gabriele Rosso

Gabriele Rosso. Cuneese, classe 1979, Ph.D. in "Studi Politici" (UNITO), con una grave malattia fin dalla nascita: la passione per il Toro. Scopre l'interesse per il vino buttando lo sguardo verso le Langhe. Da lì al cibo il passo è breve. Quando si distrae mangia in maniera compulsiva. Non ha praticamente alcun "tabù" alimentare. Si occupa di comunicazione nel mondo del Food&Wine. Scrive per il Blog Noodies.

Website: www.noodies.it
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